Gordini comincia a lavoraregiovanissimo in una officina di Bologna,
dopo in una officina Fiat e dopo ancora presso l’Isotta-Fraschini.
Nel 1925 abbandona tutto e parte per Parigi e su raccomandazione
di Enzo Ferrari trova lavoro presso i rappresentanti dell’Isotta-Frachini,
i signori Duval e Cattaneo, e dopo un anno, il bravo meccanico
apre un’officina in società con Arduino Cipriani,
fa venire dall’Italia il figlio Aldo ed Athos Querzola, ottiene
la cittadinanza francese e diventa agente Fiat.
Ma l’irrequieto
Gordini ha in mente ben altro, vuol correre.
Al suo esordio, Parigi-Nizza
del 1930, si classificò 28° con la 514.
Negli anni
successivi ebbe le prime vittorie e conosciuto per la sua bravura
tutti volevano farsi “truccare” la vettura, anche il
facoltoso Angelo Molinari volle farsi allestire la Balilla 508
S spider 6 CV per la gara Bol d’Or del 18-19 maggio 1935,
una 24 ore famosa come Le Mans, ma dovette rinunciare il giorno
prima della partenza per altri impegni e Gordini chiese ed ottenne
l’auto per correre personalmente.
Il 18, giorno della partenza
prende posto nel box, accompagnato solo dalla sua cassetta dei
ferri. Ore 16, il via e Amadeo Gordini agguanta il comando e non
lo lascia fino alla fine della gara.
E’ una grande vittoria,
i giornali esaltano questa impresa procurando benefici per se
per l’officina e pubblicità alla SIMCA, che premiò
il pilota con 20.000 franchi.
Gordini continuò a correre
con la Balilla 508 S 6 CV di Molinari mietendo successi ed ottenne
un contratto con la SIMCA.
Le vittorie negli anni successivi furono
moltissime, egli riusciva a battere auto di cilindrata triple
alla sua e il giornalista Charles Faroux le diede il soprannome,
“Le Sorcier” il Mago.
L’
Emilia-Romagna non si smentisce,
è terra di motori e di grandi uomini.