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BOLOGNA
Personaggi storici e celebrità moderne
Historical figures and famous contemporaries

Papa Benedetto XIV
Benedetto XIV, nato Prospero Lorenzo Lambertini
(Bologna, 31 marzo 1675 - Roma, 3 maggio 1758), fu Papa dal 1740 alla sua morte.
PROSPERO LAMBERTINI nacque a Bologna il 31 marzo 1675 da una famiglia nobile di Bologna, all'epoca la seconda città per grandezza dello Stato Pontificio.
Il 30 aprile 1728, all’età di 53 anni, fu nominato cardinale
(ma lo era già in pectore fin dal dicembre 1726) e nell'aprile 1731 ebbe la
sede arcivescovile di Bologna, che conservò anche da papa, fino a quando fu
nominato, come suo successore, il cardinale Malvezzi. A Bologna fondò, come
protettore delle lettere e delle arti, l'Accademia Benedettina.
Alla morte di papa Clemente XII, avvenuta il 6 febbraio del 1740, si aprì un lungo
e laborioso conclave che durò più di 6 mesi essendo in un periodo di grandi tribolazioni, causate principalmente dalle dispute tra le nazioni cattoliche e il Papato
Rimasto per i primi tempi
nell'ombra, dopo 254 scrutini il cardinale Lambertini venne candidato al
soglio pontificio.
Il 17 agosto 1740 fu eletto papa con il nome di BENEDETTO XIV
Certamente fu il più erudito e il più colto dei papi del suo
secolo, distinguendosi, in modo speciale, come canonista; diverse delle sue
opere di diritto canonico hanno valore scientifico
durevole.
Fu pontefice che appoggiò il sapere scientifico e che spesso
difese e incoraggiò con provvedimenti, finanziamenti e donazioni. Istituì le
cattedre di fisica, chimica e matematica presso l'Università di Roma, diede
nuovo impulso all'attività accademica bolognese, attivando una moderna scuola
di Chirurgia; favorì la diffusione, nello Stato Pontificio, dell'antivaiolo di
origine umana (anche se questo si rivelò meno efficace dell'antidoto di
origine animale, introdotto nel 1796 da Jenner, che fu osteggiato dagli stessi
ambienti ecclesiali e conservatori, data la commistione tra animale e uomo che
il nuovo antidoto presentava).
Amante delle lettere e delle arti,
Benedetto XIV acquisì preziosi volumi per la Biblioteca Vaticana e fece
tradurre in italiano le opere più significative della letteratura inglese e
francese. Promosse gli studi, favorendo gli uomini più dotti della sua epoca
(Boscovich, Muratori, Querini). Tenne corrispondenza con Caterina di Russia,
con Federico II, con Voltaire; fu stimato anche dai protestanti, specie quelli
d'Inghilterra.
Fu valido archeologo: acquistò il fondo di Domenico De'
Rossi e, su consiglio dell'artista, fondò la Calcografia Pontificia, pensando
di diffondere, attraverso l'incisione, il gusto e la conoscenza delle
collezioni che aveva accumulato. Tra le sue raccolte citiamo quella di 1500
monete, di cui 1340 imperiali e 160 di zecche greche e italiane in argento,
con alcuni esemplari di eccezionale conservazione donate al Museo Archeologico
bolognese.
Favorì gli scavi a Roma. Riuscì ad arrestare il
degrado del Colosseo (fino ad allora considerato una cava per l'estrazione
della pietra), che consacrò alla Via Crucis: 14 edicole e una grande croce nel
mezzo dell'arena furono erette, in nome di migliaia di martiri cristiani, in
occasione del Giubileo del 1750.
Interessantissime le
norme date ai Vescovi e sacerdoti per suggerire lo stile con cui esercitare il
ministero della Penitenza e su come tenere le Chiese. Addirittura il 29 giugno
1750, festa dei santi Apostoli Pietro e Paolo, per la prima volta, si ebbe lo
spettacolo d'illuminazione completa della cupola e di piazza s. Pietro. Si può
dire che quel Giubileo fu veramente un grande spettacolo di
fede.
Durante il suo pontificato Benedetto XIV si mantenne equanime
nelle controversie intorno al giansenismo. Ma fu secco nella condanna alla
massoneria (Providas Romanorum del 18 marzo 1751; anche se, nel 1756,
nella Ex omnibus christiani, stabilì che solo ai dispreggiatori
pubblici e notori della bolla 'Unigenitus' di Clemente XI, fossero da
rifiutarsi gli ultimi sacramenti); condannò, nel 1742 e 1744 (bolla Omnium
sollicitudinum), la pratica dei riti cinesi e malabarici tollerati dai
gesuiti; riformò la Congregazione dell'Indice. Rinnovò, nel 1746, il Codice
antiebraico preparato dal cardinale Petra nel 1733 sotto Clemente
XII.
Nel 1745 fissò per la prima volta nella storia del
magistero papale i modi di rappresentazione di Dio e della Trinità: erano
lecite solo le raffigurazioni derivanti dalle teofanie descritte dalla Bibbia,
escludendo tutti i vari antropomorfismi dello Spirito Santo.
Nel 1757, grazie
all'intervento di padre Ruggero Boscovich (1711-1787) dell'Osservatorio
Astronomico di Brera, il "De Revolutionibus" di Galileo fu tolto
dall'Indice, autorizzando, così, la lettura simbolica della Bibbia intorno al
sole.
Come sovrano temporale dispose la libertà di commercio tra le
varie parti dello Stato Pontificio, incoraggiò l'agricoltura; promosse varie
riforme preoccupandosi del risanamento finanziario della Chiesa.
Insistette
molto sull'obbligo di residenza dei vescovi e sull'istruzione del clero.
Si
occupò anche del riordino amministrativo della città di Roma dandole una nuova
delimitazione rionale (testimoniata da alcune lapidi ancora oggi visibili
sull'Esquilino) e all'aristocrazia romana una nuova costituzione.
Ma
Benedetto XIV fu anche un prudente ed apprezzato uomo politico, la cui
moderazione si manifestò attraverso una fitta rete di rapporti diplomatici con
vari stati italiani ed europei. Infatti all'inizio del suo papato ebbe ad
affrontare un'aspra guerra dovuta alla successione austriaca.
Riuscì, nel 1741, grazie a una diretta corrispondenza con Carlo
Emanuele III e con il marchese di Ormea, a raggiungere degli accordi con la
corte di Torino. Prova dei migliorati rapporti è la bolla del 1744 a favore
dell’ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro.
Nel 1742 (26 maggio) con la
pubblicazione della bolla Etsi pastoralis, sostenne la posizione di coloro che
volevano eliminare la tradizione greca dalla Chiesa romana, in relazione alle
popolazioni di origine albanese. Essa conteneva prescrizioni di ordine
liturgico, come l'introduzione del Filioque nel simbolo
niceno-costantinopolitano da recitarsi nella liturgia orientale; altre
prescrizioni erano di ordine canonico come l'impossibilità del marito di
abbracciare il rito orientale della moglie, la quale era tenuta ad uniformarsi
al rito del coniuge latino; per contro, alla moglie latina era precluso
analogo passaggio se il marito era di rito orientale; i figli dovevano seguire
il rito del padre, salvo che la moglie latina non volesse educarli nel proprio
rito. Infine stabiliva la supremazia del rito latino su quello greco. Se ad
una prima lettura, l'Etsi Pastoralis apparve come una legge
nettamente contraria al rito greco, di fatto si rivelò certamente restrittiva,
ma garante agli albanesi di tradizione orientale un ambito ben protetto in cui
poter sopravvivere.
Universalmente rimpianto, Benedetto XIV si spense
ad 83 anni il 3 maggio 1758.
La sua tomba in san Pietro è opera di Pietro
Bracci.
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