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Con Oxford e Yale, Forbes mette l'ateneo di Bologna nel gotha dei campus più belli
Per la rivista Americana Forbes: il suo valore aggiunto è la città stessa
Non solo l’Università più antica del mondo occidentale, ma ora è anche una delle più belle in tutto il pianeta.
L’Alma Mater di Bologna è entrata di diritto nell’ultima classifica di Forbes — The World’s Most Beautiful College Campuses —
unico ateneo italiano accanto ai ben più blasonati college di Oxford, Stanford, Princeton e Yale.
Gli altri sono
l’Università di California Santa Cruz,
il Kenyon College dell’Ohio,
lo Scripps College di Claremont in California,
l’Air Force Academy in Colorado, l’Università di Cincinnati,
l’Università della Virginia, il Wellesley College del Massachusets,
il Trinity College di Dublino
e la Tsinghua University di Beijing in Cina.
A stilare la graduatoria per la famosa rivista di finanza un gruppo tutto americano di architetti, docenti universitari e progettisti di campus, che hanno motivato ciascuno la propria scelta con un preciso parere.
E così scorrendo l’elenco, presentato da un articolo con l’accattivante sottotitolo
«L’istruzione superiore è molto più allettante in queste università»,
si scopre che a differenza degli altri nove college presi in esame proprio in quanto città universitarie, l’Alma Mater spicca proprio per non esserlo.
A premiarla sarebbe per l’appunto la sua diversità: «A volte un ateneo trae vantaggio dalla sua posizione in un contesto urbano, invece che tra montagne o vallate», si legge nell’articolo che correda la classifica.
Scrive infatti David Meyerick, professore alla Notre Dame’s School of Architecture: «Senza dubbio il più antico ateneo del mondo occidentale, il vero "campus" dell’Università di Bologna è la città stessa — spiega il docente, che per i giudizi si è fatto stregare anche da Oxford — quello che manca alla sua identità personale, lo recupera dal fatto di essere inestricabilmente legata all’ambiente in cui si trova.
Molte università europee tendono a essere integrate alle loro città, cosa che può essere un grande beneficio quando il contesto è un importante e bella città le cui origini risalgono a prima dell’Impero Romano».
Insomma, come Goethe nel suo Viaggio in Italia, anche il panel di esperti d’Oltreoceano rimane affascinato dalla vita e dalla bellezza architettonica sotto le Due Torri, che in questa graduatoria va a vantaggio della sua Alma Mater.
E non è nemmeno la prima volta che Forbes vede nella nostra città uno scrigno capace di racchiudere preziose sorprese.
Era già successo tre anni fa, quando il magazine aveva eletto Bologna tra le dieci città dove si mangia meglio, grazie al mercato di via Clavature, la salsamenteria Tamburini e il ristorante Al Pappagallo;
Ten Top Cities For Foodies si chiamava questa volta l’articolo.
Per quanto riguarda l’Università, invece, il dettaglio evidenziato da David Meyerick non è sfuggito nemmeno al prorettore Roberto Nicoletti. «Almeno la metà dei college citati nella classifica sono campus costruiti ad hoc, mentre a Bologna è il centro storico a diventare campus cittadino, con tutto quello che comporta, cioè l’integrazione degli studenti con la città, ed è ancora più importante che questo fatto positivo sia riconosciuto a livello internazionale», sottolinea Nicoletti. |