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Alba sotto le Due Torri

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Nel silenzio il Sole e la Luna si avvicinano alla Torre

American Airlines volo diretto Bologna-Philadelphia

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E’ stato presentato il nuovo volo stagionale da Bologna a Philadelphia di American Airlines, che sarà operativo dal 7 giugno fino al 28 settembre.

«E’ un volo che non fa altro che cementare i rapporti di amicizia fra Italia e America – ha commentato il console generale americano a Firenze, Benjamin Volhauer – ma soprattutto il grande interesse dei miei connazionali per l’area Emilia Romagna e Toscana, la catchment area del Marconi.

Il volo di American Airlines, che opererà 4 volte la settimana, (lunedì, mercoledì, venerdì, domenica) conta su un bacino di utenza, per quel che attiene l’outgoing verso gli Usa, di 20 province, 10,9 milioni di residenti.

American è la compagnia più grande al mondo con 6.700 voli al giorno (422 dei quali in alta stagione dall’aeroporto di Philly), 350 destinazioni servite in 50 paesi.

Da Philadelphia è poi possibile agganciarsi al network che offre Caraibi, Canada, Messico oltre ad una capillare rete di collegamenti domestici Usa».

Fonte: Travel Quotidiano

Eventi di Febbraio a FICO Eatalyworld

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Eatalyworld un mare di iniziative per un febbraio scintillante.

GIOVEDÌ 28 gennaio – AperiFico in maschera
l classico aperitivo di FICO si mette in maschera.
Festeggia l’inizio del Carnevale con noi!

DAL 2 AL 17 febbraio – Giro del cioccolato e dei dolci
Rassegna dedicata ai dolci tipici della festa di carnevale.
Presso i punti ristoro puoi fare il Giro d’Italia dei dolci
e del cioccolato!

Febbraio è anche il mese “PER CHI AMA…”  festeggiare San Valentino a FICO

GIOVEDÌ 14 febbraio ore 20 – …spingersi un po’ oltre
San Valentino afrodisiaco con Ostriche e vino
Degustazione guidata per due, di ostriche e vini bianchi italiani immersi nella location esclusiva della giostra del Fuoco.

Programma completo degli eventi di Febbraio e del Carnevale Italiano a FICO Eatalyworld.

Fico_febbraio_19-1

TASSA SOGGIORNO 2019 COMUNE BOLOGNA

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LA GIUNTA

Omissis …

DELIBERA

 1) DI APPROVARE, dal 1° gennaio 2019:

  • sui canoni o corrispettivi di soggiorno incassati direttamente da soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare o gestiscono portali telematici, la tariffa relativa all’Imposta di Soggiorno in misura percentuale del 6% sul costo della camera o appartamento (comprensivo di eventuale colazione, al netto di IVA e di eventuali servizi aggiuntivi) con il limite massimo di 5 euro a persona per notte di soggiorno;
  • DI APPROVARE le seguenti tariffe relative all’Imposta di Soggiorno di cui all’art. 4 L.23/11, così come disciplinata dal regolamento comunale PG 1675/2012 e successive modifiche e integrazioni:
  1. fascia 1-70,99 € tariffa 3,00 € a persona per singolo pernottamento;
  2. fascia 71-120,99 € tariffa 4,00 € a persona per singolo pernottamento;
  3. fascia oltre 121 € tariffa 5,00 € a persona per singolo pernottamento;
  4. campeggi ed ostelli tariffa 1,50 € a persona per singolo pernottamento.

Infine, con votazione separata all’unanimità

DELIBERA

DI DICHIARARE la presente deliberazione immediatamente eseguibile ai sensi dell’art.134, comma 4, del D.lgs. 18 agosto 2000, n. 267.

Delibera P.G. n. 5329255-2018 Tariffe 2019

Dolce crepuscolo a Bologna

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La sorpresa della luna adagiata sulla Salita di S. Luca in un crepuscolo invernale

LA DIETA BOLOGNESE CANDIDATA A PATRIMONIO UNESCO

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La Città metropolitana avvia un progetto per chiedere all’UNESCO il riconoscimento della “Dieta Bolognese”, già attribuito alla dieta mediterranea e alla pizza napoletana

Tagliatelle, ragù, tortellini, ma non solo.
Ci sono tantissimi prodotti e specialità da tutelare, dietro l’intenzione di candidare la cultura gastronomica di Bologna a patrimonio Unesco, al pari di altre due grandi tradizioni italiane, la dieta mediterranea e la pizza napoletana.
Il patrimonio enogastronomico locale che sarà incluso nel documento di richiesta di inserimento nella “tentative list” di Unesco, comprende almeno 70 ricette, oltre 13 salumi, 25 dolci, 12 conserve,  9 formaggi e 11 liquori, più di 12 vini e birre artigianali.
La Città metropolitana di Bologna si propone come capofila di un progetto che dovrebbe coinvolgere tutta la città e il territorio: Camera di Commercio, Università, Organizzazioni economiche, professioni e scuole.
Il progetto si collega all’evoluzione di Bologna come “Città del Cibo”, alla scia del parco agroalimentare Fico e dell’omonima Fondazione per l’educazione alimentare e la sua sostenibilità e, più in generale, dell’importanza del settore agroalimentare». 
Con la speranza che se si comincia si vada uniti e spediti verso la meta e non si ripeta l’sperienza negativa dei Portici ancora in ballo da più di 20 anni.

fonte: Corriere Quotidiano

PARMIGIANO REGGIANO

Il Parmigiano Reggiano è prodotto esclusivamente nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena e parte delle province di Mantova e Bologna, tra pianure, colline e montagne racchiuse tra il Po e il Reno.
E’ in questo territorio che si concentrano i quattromila allevamenti in cui le bovine vengono alimentate con foraggi prodotti in quest’area.
I costanti controlli sul latte avviato alla trasformazione hanno un obiettivo preciso: mantenerne alta la qualità e quelle particolari caratteristiche che consentono al Parmigiano Reggiano di confermarsi, come è sempre stato, un prodotto del tutto naturale, assolutamente privo di additivi o conservanti.
Ogni giorno, il latte della mungitura serale viene lasciato riposare sino al mattino in ampie vasche, nelle quali affiora spontaneamente la parte grassa, destinata alla produzione di burro.
Insieme al latte intero della mungitura del mattino, appena giunto dagli allevamenti il latte scremato della sera viene poi versato nelle tipiche caldaie di rame a forma di campana rovesciata, con l’aggiunta di caglio di vitello e del siero innesto, ricco di fermenti lattici naturali ottenuti dalla lavorazione del giorno precedente.
Il latte coagula in una decina di minuti.
La cagliata che si presenta viene frammentata in minuscoli granuli grazie ad un antico attrezzo detto spino.
E’ a questo punto che entra in scena il fuoco, per una cottura che raggiunge i 55 gradi centigradi, al termine della quale i granuli caseosi precipitano sul fondo della caldaia formando un’unica massa.
Dopo circa cinquanta minuti, la massa caseosa viene estratta, con sapienti movimenti, dal casaro.
Tagliato in due parti e avvolto nella tipica tela, il formaggio viene immesso in una fascera che gli darà la sua forma definitiva.
Con l’applicazione di una placca di caseina, ogni forma viene contrassegnata con un numero unico e progressivo che l’accompagnerà proprio come una carta d’identità. 
Dopo poche ore, una speciale fascia marchiante incide sulla forma il mese e l’anno di produzione, il numero di matricola che contraddistingue il caseificio e l’inconfondibile scritta a puntini su tutta la circonferenza delle forme, che a distanza di pochi giorni vengono immerse in una soluzione satura di acqua e sale.
E’ una salatura per assorbimento che in poco meno di un mese conclude il ciclo di produzione e apre quello non meno affascinante della stagionatura.
Nel silenzio dei magazzini le forme si rincorrono in lunghe file.
Lasciato riposare su tavole di legno, la parte esterna del formaggio si asciuga formando una crosta naturale, senza trattamenti, perciò perfettamente edibile.
La stagionatura minima è infatti di dodici mesi, ed è solo a quel punto che si potrà dire se ogni singola forma potrà conservare il nome che le è stato impresso all’origine.
Gli esperti del Consorzio di tutela  le esaminano una ad una. 
Dopo la verifica dell’organismo di controllo, viene applicato il bollo a fuoco  sulle forme che hanno i requisiti della Denominazione d’origine Protetta.
Un bollino color aragosta caratterizza il Parmigiano Reggiano con oltre 18 mesi di stagionatura. E’ un prodotto che presenta una base lattica piuttosto accentuata, con note vegetali quali erba, fiori e frutta che lo rendono ideale per spuntini e aperitivi.
Un bollino argento individua il formaggio con una stagionatura di oltre 22 mesi, con aromi che si vanno decisamente accentuando. Tra questi si possono apprezzare note di frutta fresca e agrumi, accanto ai quali fanno la loro comparsa cenni di frutta secca.
Un bollino oro, infine, rende riconoscibile il prodotto con oltre 30 mesi di stagionatura, il più deciso nel sapore e complesso negli aromi, con elementi nutritivi che sono andati concentrandosi proprio nella lunga maturazione.


Un Cappuccino al Caffe Terzi

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Una tappa al Caffe Terzi di via Oberdan per una pausa con un buon caffe o un capuccino speciale

Carciofi Sardi

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Continua la stagione dei carciofi sardi. Sono tenerissimi. Tagliateli a listarelle e conditeli con olio, sale e limone ed arricchite con lame di Parmigiano Reggiano 30 mesi e qualche goccia di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena 25 anni ed avrete una insalata da leccarvi i baffi

Mortadella Bologma IGP

La mortadella è il salume più tipico della tradizione culinaria bolognese conosciuto in tutto il mondo.

La Mortadella é stata riconoschiuta come prodotto Igp (Indicazione geografica protetta) dal 1998.

La tecnica produttiva della mortadella è unica. Le carni (i muscoli striati del suino), attentamente selezionate, vengono ridotte ad un’emulsione cremosa attraverso tre passaggi in apposite macchine tritacarne. Poi vengono preparati i cubetti di grasso, ricavati, come detto, dal grasso di gola, il più duro e pregiato. L’impasto così ottenuto viene insaccato in un involucro naturale o sintetico della misura desiderata.
Infine sottoposto a cottura in stufe ad aria secca: la temperatura non dovrà mai essere inferiore ai 70°C, mente i tempi variano da poche ore a diversi giorni a seconda del diametro del prodotto. Al termine la mortadella subisce una «doccia» con acqua fredda e viene posta in una cella di raffreddamento che consente al prodotto di stabilizzarsi. Il disciplinare vieta l’aggiunta di polifosfati, sostanze ad azione colorante, o proteine del latte.

La mortadella a questo punto presenta un colore rosa uniforme, superficie liscia e una bella compattezza; il grasso nella fetta non deve essere inferiore al 15 per cento della massa totale. Il profumo leggermente speziato e il sapore dolce e delicato fanno della Mortadella Bologna Igp un prodotto inconfondibile. Può essere gustata a fette con il pane fresco oppure unita al ripieno dei tortellini, tagliata a cubetti è perfetta per aperitivi o spuntini, anche abbinata con verdure fresche e formaggi.
Una tipica ricetta è la Spuma di Mortadella la cui ricetta é stata depositata alla Camera di Commercio di Bologna